Comune di Neggio

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Fehr Roland

Informazioni varie
FEHR Roland - controfigura nel kolossal «Il ponte sul fiume Kwai».  


La storia di questa celebre pellicola, realizzata nel 1957, è pre­sto raccontata. Durante la seconda guerra mondiale, un gruppo di alleati è prigioniero dei giapponesi in Birmania. Il colonnello inglese Nicholson (Alec Guinness) e quello giapponese Saito (Sessue Hayakawa), dopo duri scontri, arrivano a un accordo: i prigionieri accettano di costruire un ponte, ed è lo stesso Nicholson - che ha messo in gioco il suo onore – a dirigere i lavori. Un prigioniero americano (William Holden), che riesce a fuggire, è incaricato di far saltare il ponte, ma il finale sarà tragico per tutti. È il primo kolossal di David Lean, il famoso regista britannico due volte Premio Oscar con lo stesso «Il ponte sul fiume Kwai» e «Lawrence d'Arabia». Un mega­film, quello nella profonda Asia, che è insieme tragedia e commedia, denuncia della guerra e omaggio a quelli che la fanno, concilia l'avventura con l'ironia, le ambizioni artistiche con quelle dello spettacolo. Grandi interpretazioni, insomma, e stereotipi usati in modo efficace, con un memorabile Guinness, ma straordinario anche il motivo fischiettato di «The Colonel Bogey March». Basti ricordare che «Il ponte sul fiume Kwai» ottenne ben sette Oscar: miglior film, miglior regia, attore protagonista (Alec Guinness), fotografia (Jack Hildyard), montaggio (Peter Taylor), sceneggiatura non originale, musica (Malcolm Arnold).
 
Ebbene, fra gli attori di questo bel film di guerra vi era anche un confederato, che sarebbe poi diventato cittadino di Neggio! In effetti, il confederato Roland Fehr - fondatore, con la moglie Edith, dello Zoo al Maglio nell'ottobre 1973 - negli anni Cinquanta aveva lasciato la Svizzera per effettuare, in compagnia di alcuni amici, un lungo viaggio di avventura all'estero, dapprima in Egitto e poi in Asia. È durante quel peregrinare da un Paese all'altro che arrivano in Thailandia, proprio nelle vicinanze del luogo in cui si sta girando il film «Il ponte sul fiume Kwai».
Roland Fehr e i suoi amici sono a corto di denaro, hanno anzi bisogno di qualche soldino per «tirare a campare», ed è così che si presentano al regista dichiarandosi disponibili a fare le comparse. E così accade. Figurano, nel film, tra i prigionieri dei giapponesi. Roland Fehr, addirittura, fa la controfigura del protagonista principale, Alec Guinness, quando si tratta di compiere forse il gesto più clamoroso (e, comunque, «eroico», dell'intera vicen­da cinematografica), ossia saltare dal ponte.
Un po' di gloria e, soprattutto, un gruzzolo di soldi che gli bastano per passare un periodo indimenticabile.



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