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Entro le mura del Monastero la figlia e i nipoti di Mussolini
Le mura del convento San Domenico a Neggio hanno ospitato per alcuni mesi, in qualità di profughi" alcuni familiari di Benito Mussolini, precisamente la figlia primogenita Edda con i suoi tre figli. E’accaduto a cavallo tra il 1943 e il 1944. Per comprendere il perché di questo episodio, occorre ricordare (almeno sommariamente) che Galeazzo Ciano (Livorno 1903 -
Invano la moglie Edda tentò con ogni mezzo di salvarlo: Mussolini non volle o, più probabilmente, non poté far nulla perché tra l'altro si evitò di sottoporgli la domanda di grazia. Edda Ciano passò allora in Svizzera, con una fuga avventurosa, ed è in questo contesto che si inserisce il soggiorno della figlia di Mussolini e dei suoi tre figli nel monastero di Neggio. Con una precisazione, comunque: i nipoti di Mussolini arrivarono al convento nell' autunno 1943 rimanendovi, e furono raggiunti dalla madre soltanto nel gennaio 1944.
Nei diari, scrupolosamente scritti a mano ed illustrati da una suora del convento, a pagina 57 si legge testualmente: «Credevamo di dover chiudere definitivamente, quando, in modo un pochino misterioso, ci vennero annunciati tre bambini, che avrebbero dovuto soggiornare piuttosto a lungo da noi. La polizia li chiamava i Conti Pini, ma era lampante che si trattasse di un nome fittizio. I tre fanciulli si tradirono però ben presto da soli: Fabio (Fabrizio) di 12, Dina di 10 e Mario (Marzo) di 5 anni cianciavano un po' di nascosto e un po' anche apertamente in modo tale che non tardammo ad apprendere chi fossero veramente: erano i figli del conte Ciano, ministro degli esteri sotto Mussolini e genero dello stesso. Si stava appunto svolgendo il processo contro il padre.
Si viveva all'italiana in casa! Un bene che non ci fossero altri ospiti! I bimbi trascorsero un felice Natale da noi. Esterrefatti, riuscivano a malapena ad esprimere la loro gratitudine per i regalini ricevuti. Ogni sera recitavano ad alta voce un rosario per il padre. Prima di addormentarsi. Nei primi giorni di gennaio la polizia ci condusse, per un soggiorno di circa 8 giorni, anche la madre Edda Ciano, che qui venne informata del decesso del marito. Qui da noi la signora Edda dimostrò un grande amore per i figli, che dal canto loro amavano moltissimo la madre. Un essere umano dilaniato dal dolore, cui non si poteva negare pietà. V' è un solo giudice: Dio».