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Riportiartiamo alcuni stralci degli avvenimenti importanti che hanno caratterizzato l'erogazione dell'acqua potabile nel Comune:
i primi documenti reperibili nell'archivio comunale risalgono al 1910 allorquanto il Consiglio di Stato approvava il progetto e la perizia presentati dal Municipio per la formazione di un piazzale e l’erezione di una fontana destinati ad uso pubblico. Il progetto fu però ridimensionato dal Cantone in quanto troppo grandioso visto che la fontana doveva avere un carattere monumentale e il terreno da espropriare era troppo per il bisogno.
Il 28 ottobre 1938 il signor Agostino Soldati informava il Municipio dell’intenzione, a nome degli eredi del compianto padre Pio Soldati, di voler donare al Comune i diritti spettantigli sull’acqua potabile dell’acquedotto privato.
Il 20 ottobre 1939 l’ing. Pietro Bottani presentò una relazione tecnica per un progetto di acquedotto comunale. Dalla stessa si può leggere quanto segue: Neggio è provvisto di un’acquedotto privato della spettabile Famiglia Soldati, la quale all’epoca della costruzione dell’acquedotto, avvenuta nel 1911, aveva fatto dono al Comune di due fontane nella parte centrale del Villaggio. Nel primo tempo queste fontane erano bastate ai bisogni della popolazione quasi tutta dedita all’agricoltura, ma lo sviluppo edilizio e specialmente le moderne esigenze dell’igiene, hanno dimostrato la necessità di un impianto proprio comunale, che debba innanzi tutto sopperire ai bisogni dell’agricoltura ed in pari tempo servire per introdurre l’acqua nelle abitazioni e per il servizio degli idranti in caso d’incendio. Il preventivo per la soluzione dei problemi riportava una spesa di fr. 14'900.00.
Per far fronte ai bisogni della popolazione, nel 1943, si era provveduto ad allacciare una tubazione di ghisa alla condotta maestra di proprietà della Famiglia Soldati, che passava sopra il Villaggio e proveniva dalle sorgenti Simano in territorio di Curio. Erano stati applicati tre idranti da usare in caso di incendio perché la spesa era assunta dal Cantone. Allo scopo di evitare lo sperpero dell’acqua e per determinare la quantità consumata dai privati era stato applicato il contatore ad ogni singola diramazione. Il Comune disponeva così di 24 litri al minuto, corrispondenti a 35'000 litri al giorno (di cui 15'000 consumati dalle fontane pubbliche e i rimanenti a disposizione dei privati, per i bisogni del Convento e dell’Istituto, nonché per una ventina di altri piccoli consumatori (agli atti risultano 15 convenzioni stipulate il 2 gennaio 1943).
Nel 1945 veniva creata l’Azienda acqua potabile e tutto funzionava a soddisfazione degli utenti. Il Municipio si stupiva però del fatto che non vi era ancora un rubinetto in tutte le case. Il 24 luglio 1947 il Laboratorio cantonale d’igiene approvò il primo regolamento dell’acqua potabile, ratificando la costituzione ufficiale di un’Azienda municipalizzata.
Il 5 novembre 1950 l’Assemblea approvò la spesa di fr. 25'000.00 per i lavori necessari alla costruzione di uno spartiacque nel serbatoio attuale di proprietà della Famiglia Soldati per assicurare il giusto riparto dell’acqua fra gli aventi diritto in ragione di due settimi per il Comune; la costruzione di un serbatoio comunale a fianco di quello esistente e la costruzione della condotta necessaria per l’allacciamento. I lavori fuorono eseguiti dalla ditta E. Boni di Lugano con un consuntivo di fr. 25'150.95, di cui il 10% a carico del Cantone.
Nel mese di ottobre 1955 l’ing. Ferretti di Caslano presentava un nuovo preventivo di fr. 30'000.00 per la costruzione di un nuovo serbatoio di 36 mc, a quota 458 metri, per poter diramare l’acqua anche in zona ai Guasti, finora servita dal Comune di Vernate. La proposta fu accettata dall’Assemblea il 18 marzo 1956 e nel mese di agosto 1957 si procedette al collaudo del nuovo acquedotto ai Guasti. Il costo totale fu di fr. 34'753.10.
Il 18 dicembre 1966 l’Assemblea concesse un ulteriore credito di fr. 25'000.00 per il potenziamento dell’acquedotto. In particolare era previsto di captare nuova acqua dalle sorgenti al Simano, portando il quantitativo a 50-
Nel 1979 il Municipio accettò la quota parte di comproprietà dell’acquedotto consortile del Simano, fino ad allora di proprietà della Fondazione Giuseppe Soldati e nel 1981 ritirò anche la quota di proprietà della Comunione ereditaria Soldati. Con tale operazione i manufatti, le sorgenti e la rete diventarono totalmente di proprietà del Comune.
Nel 1986 e 1987 è stato eseguito il rifacimento totale delle stazioni di pompaggio, con la sostituzione delle pompe, oltre all’esecuzione di una seconda vasca di 29 mc.
A seguito delle difficoltà riscontrate per garantire l’erogazione di acqua, all’inizio degli anni ’90 il Municipio prese contatti con i Comuni limitrofi per valutare la possibilità di una collaborazione, poi trovata con Agno. Il 13 novembre 1995 veniva approvato dal Consiglio comunale il credito di fr. 560'000.00 per l’allacciamento dell’acquedotto con il Comune di Agno in località Laghetti e la costruzione di una nuova stazione di pompaggio.
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