Comune di Neggio

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Nomadismo malcantonese

Informazioni varie
NOMADISMO MALCANTONESE


Sino allo scorcio dell'Ottocento, tre o quattro volte all'anno, parecchie famiglie di Breno, Fescoggia,  Vezio e Mugena lasciavano i loro villaggi per trasferirsi temporaneamente sulle colline di Neggio, Vernate, Cimo, Gaggio e Cademario, dove avevano case e poderi. Non si sa - si legge su Lineamenti storici del Malcantone di Virgilio Chiesa - quanto ebbe inizio questa migrazione stagionale. Se ne trovano i primi accenni durante il Cinquecento. Nei secoli successivi, quasi ogni famiglia dei suddetti villaggi possedeva fondi sul versante orientale di S. Maria di Iseo e di S. Bernardo di Cademario. Alcune famiglie finirono con lo stabilirsi nelle nuove sedi.
I Grandi, i Righetti, i Brignoni, i Pelloni, i Giani di Breno e i Negri di Fescoggia hanno costruito ai Guasti di Vernate e di Neggio le loro case e, nel 1750, l'oratorio di San Mattia. Nel secondo Ottocento, per più inverni, la Musica di Fescoggia risiedeva ai Guasti. Le singole famiglie soggiornavano in collina non solo d'inverno, ma anche al tempo dei fieni, della vendemmia e delle castagne. Dalla famiglia Pelloni è denominata una frazione di Neggio.
A Neggio la casa paterna del rimpianto giudice federale dott. Agostino Soldati è detta Cà Mugena, attribuzione inequivocabile del luogo di provenienza di chi l'ha fatta fabbricare e l'ha abitata. Il nome Vernate (in dialetto Vernà), di orgine romana, viene da ibernare, svernare, e significa dimora invernale di gente dell'Alto Malcantone, famiglie di Arosio comprese. La famiglia Righetti di Breno ha dato il proprio nome a due casali, rispettivamente in territorio di Agno e di Bioggio.


 
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